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CULTURA E TEMPO
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Ghost dog |
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Jim Jarmush, 1999
Warner - 156' |
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Il cinema di Jim
Jarmush è davvero qualcosa di unico nel panorama americano: se
dal punto di vista dell'immaginario non può nascondere le sue
origini (pensate solo allo strepitoso Dead Man, western allucinato
con Johnny Depp), nella confezione e nei ritmi c'è molta Europa e
molto cinema indipendente, qualcosa che Jarmush ha respirato da
sempre. Ghost Dog, una delle sue opere più riuscite di questi
anni, si allinea a queste impressioni: un film sui generis,
assolutamente non allineato con i gusti medi del grande circo
Hollywoodiano. Un bravissimo Forest Whitaker si infila nei panni
di un killer gentiluomo: questa almeno l'impressione che riesce a
lasciare Jarmush nell'ascoltatore. Un sicario che uccide usando
cervello e rigore, guidato dalla sola riconoscenza verso un
anziano mafioso. Nel lavoro e nella vita applica alla lettera i
dettami di un antico codice dei samurai, estraniandosi dal mondo e
vivendo isolato nel quartiere. Un giorno, violata la sua privacy
si ribella e subisce una trasformazione. |
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