Il tramonto
dell'epopea western in questo capolavoro assoluto della
filmografia americana, in cui Clint Eastwood gioca a fare l'eroe
decadente. Gli Spietati segna l'inizio di una nuova carriera per
l'attore e regista, per tanti anni protagonista di prima linea di
un cinema dal volto duro: in realtà chi ha saputo apprezzare
l'indipendenza e l'anarchia dell'Eastwood cineasta conosce bene la
sua vena a tratti nostalgica e malinconica, già apparsa in opere
minori degli anni settanta e ottanta. Negli Spietati inizia una
cosciente opera di distruzione dell'eroe invincibile americano:
sono lontani i tempi dell'ispettore Callaghan. Sullo sfondo di un
west veramente "spietato" e senza morale, Eastwood è un
ex-pistolero che si rimette in sella (non senza fatica...) per
vendicare l'aggressione di alcune prostitute: è vecchio, provato
e non fa nulla per nasconderlo, mentre la corruzione è tutta
intorno a lui (splendido Gene Hackman nel ruolo dello sceriffo),
ma troverà la forza per scacciare i fantasmi che lo assalgono.