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Artisti Vari
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In via teorica dovrebbe essere una sorta di zibaldone per brevi racconti, pagine
di diario, disegni e fotografie dedicato allo skate che non è un arte,
nemmeno uno sport e neanche una cultura, ma che probabilmente è un pò
di tutto ciò. Per questo il corpo centrale di Skaters, le sue short
stories, pur avendo una qualità letteraria piuttosto relativa (a tratti non
sono molto distanti dalle pagine di ogni diario adolescenziale) nella loro
grezza autenticità riescono a tracciare un quadro molto realistico e concreto
di una precarietà umana contingente. Rapporti umani difficili e pericolanti,
lavori sottopagati e umilianti, un linguaggio frammentario e gergale. Lo stesso
skate, con il suo equilibrio impossibile e il suo essere continuo in movimento,
è una sorta di metafora (in questo è eloquente il racconto Caccia alla balena di
Justin Hocking) di un assetto esistenziale sempre a rischio perché come si legge
tra le righe "il ragazzo che viene dalla strada è sempre stato un operaio dello
spirito, che elaborava le sue risposte in base alle proprie esperienze di vita".
Al di là delle strettissime connessioni con il pop, il rock'n'roll e il punk,
è proprio lo stesso senso di inadeguatezza, il tentativo di rileggere la realtà
(come trasformare una piscina vuota in una pista) che fa dello skate un mondo a
parte, una sorta di zona franca che, mercato e affari compresi, Skaters racconta
in tutte le sue sfumature.
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