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Mappe Per Amanti Smarriti |
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Nadeem Aslam
Feltrinelli |
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Ci sono due nazioni, due mondi e due universi che
le Mappe per amanti smarriti raccontano. Gran Bretagna e Pakistan,
civiltà occidentale e Islam, la natura del mondo reale e quella
fantastica dei sogni e dei legami. E' tutto doppio in quel gioco
di incontri e contrasti che è la vera trama sotterranea del
romanzo di Nadeem Aslam. Il punto di partenza è la scomparsa di
Jugnu e Chanda, i primi amanti smarriti della storia, che mette
una sottile indicazione noir nella mappa del racconto. Poi c'è,
quasi speculare, il confronto tra Shamas (il fratello di Jugnu) e
la moglie Kaukab che è anche l'immagine del divario tra
l'accettare e lo scoprire il nuovo mondo e il rimanere legati alle
tradizioni. L'intreccio, complesso e per certi versi ardito,
contiene anche le differenze e le somiglianze tra il Pakistan e la
Gran Bretagna, tra la civiltà occidentale e l'Islam che Nadeem
Aslam racconta inserendo profumi e dettagli con una certa abilità
e anche con un delicato senso musicale del ritmo e della parola.
Aiutato da un immaginario legatissimo allo svolgersi naturali dei
tempi e delle stagioni, che scandiscono l'andamento di tutto il
romanzo, Mappe per amanti smarriti è un libro affascinante, anche
se non sfugge una certa patina di formalità nella sua costruzione.
Come se Nadeem Aslam, nel tentativo di convincere il lettore,
abbia esagerato un po' troppo nell'elaborazione e nella
rifinitura, smarrendosi con i suoi amanti. Piccoli difetti di
gioventù, quando "l'immaginazione pretende di spaziare in tutti
gli aspetti della vita" e manca ancora quella mappa che serve per
non lasciarsi travolgere dall'esuberanza e dall'entusiasmo. |
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