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Regno a venire |
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James Graham Ballard
Feltrinelli |
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Un'omicidio in un grande centro commerciale è l'occasione per squarciare un velo
sopra gli sviluppi, soprattutto l'involuzione, delle periferie della civiltà
occidentale: Regno a venire è un'inquietante indagine su ciò che siamo
diventati a partire dalla forma, ancora non archiviabile, del romanzo che qui
J.G. Ballard interpreta al meglio. Presentandolo ha spiegato così l'intuizione
che l'ha portato a scriverlo: "Ricordo che qualche anno fa qualcuno mi chiese:
come definirebbe il futuro? Io risposi: è facile, il futuro sarà noioso.
Saremo tutti annoiati e quando la gente è annoiata, come i bambini che si annoiano,
comincia a rompere i giocattoli. Vedo periferie che si diffondono per il pianeta,
la suburbanizzazione dell’anima, vite senza senso, noia assoluta. Una specie di
mondo della tv pomeridiana, quando sei mezzo addormentato. E poi, di tanto in tanto, bum! Un evento di una violenza assoluta, del tutto imprevedibile: qualcosa come un
pazzo che spara in un supermercato, una bomba che esplode. È pericoloso".
E' quello che si nasconde nelle periferie e che Regno a venire svela: "E' un
nuovo tipo di democrazia, vi vota alla cassa invece che alle urne. Il consumismo
è lo strumento migliore mai inventato per controllare le persone. Nuove
fantasie, nuovi sogni, nuove antipatie, nuove anime da salvare. Per qualche strana
ragione chiamano tutto questo shopping. Ma in realtà è la forma più
pura di politica".
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