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Il Segreto della Repubblica |
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Fulvio e Gianfranco Bellini
Selene |
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La strage di piazza Fontana resta uno snodo
cruciale nella storia dell'Italia moderna. Come un spirito
maledetto condannato a vagare nell'inquietudine quell'attentato,
crudele nel colpire persone inermi e drammatico nelle sue dirette
conseguenze, ha continuato a influenzare pesantemente la vita
pubblica italiana. Non sono bastati trent'anni di inchieste e
processi per realizzare un quadro credibile delle motivazioni,
delle strategie e delle finalità che portarono, un livello dopo
l'altro, alla decisione di inaugurare una lunghissima e tragica
stagione di attentati, colpi di stato più o meno falliti e
machiavelliche acrobazie politiche con l'endemico contorno di un
sottobosco di faccendieri, mistificatori, servizi segreti,
trafficanti e ciarlatani. Il Segreto della Repubblica è un
contributo non relativo a chiarire l'essenza della verità storica
e politica della strage di piazza Fontana. Il racconto, con un
tono quasi anglosassone tanto lucido quanto partecipe, più che
sposare una tesi in cerca di conferme, ricostruisce il paesaggio,
le atmosfere, l'humus in cui, proprio a partire dai principali
organi istituzionali della repubblica, si è arrivati all'orrendo
eccidio 12 dicembre 1969. E' così che nel collegare tanti piccoli
dettagli la strage di piazza Fontana si trova al centro di una
serie di eventi, in gran parte irrisolti e oscuri, che hanno
segnato la nostra storia: la scomparsa di Enrico Mattei, la morte
di Giangiacomo Feltrinelli e, infine, il rapimento e l'omicidio di
Aldo Moro. Una memoria intrisa di sangue e di spettri che l'Italia
ridanciana e cafona di oggi neppure osa sfiorare (e leggendo Il
Segreto della Repubblica non è difficile capire perché). |
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