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Un libro pieno di musica, di canzoni, di un ritmo
ondulante tra il rock'n'roll e le orchestrine mariachi. Un romanzo
che è un agglomerato di racconti, come il rebozo, il coloratissimo
scialle che è al centro dell'attenzione, è un puzzle di tessuti
perché, come scrive Sandra Cisneros, "la verità è che queste
storie non sono altro che storie, pezzetti di filo, scampoli,
piccole cose sparse trovate qua e là, cucite insieme per farne una
nuova". Con gli occhi di una bambina, ("Dato che siamo bambini, le
cose succedono e qualcuno si dimentica di raccontarcele, oppure ce
le raccontano e noi ce le dimentichiamo), con Caramelo Sandra
Cisneros dipige un grande affresco della vita tra due nazioni, due
linguaggi, due tempi e probabilmente anche due vite diverse. In
mezzo c'è sempre il border, quello reale, tra Messico e Texas che
viene attraversato, nei due sensi, e dove si confondono le storie
e le parole. "Ogni anno quando passo il confine è sempre la stessa
cosa: la mia mente dimentica. Ma il mio corpo ricorda sempre" dice
la piccola protagonista di Caramelo ed è lì che a Sandra Cisneros
riesce la magia del racconto, del narrare, della storia. Le
differenze e le distanze diventano frasi musicali, i volti si
trasformano in personaggi, l'inglese e lo spagnolo si confondono
perché come ha detto Helène Cixous "gli espropriati vivono nel
linguaggio", e ognuno trova la sua casa proprio lì. Un capolavoro. |