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Le nonne |
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Doris Lessing
Feltrinelli |
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"Quando si è giovani non ci si rende conto di
essere come candelotti di dinamite o fuochi d'artificio in una
scatola troppo vicina al fuoco", si legge in Victoria e gli
Staveney e Doris Lessing espande il concetto attraverso i
tempi e le età regalando un insolito vigore alle Nonne
dell'omonimo racconto e un pizzico di sana follia a James Reid, il
protagonista de Il figlio dell'amore che, a distanza di anni,
continua a segnare il compleanno di un bambino che non ha mai
conosciuto. Ciò non vale soltanto per i personaggi principali:
sono stati tutti adolescenti, le donne e gli uomini di questi
racconti, anche se in epoche diverse e profondamente distanti e,
se alla fine hanno superato quella linea d'ombra, e sono diventati
adulti è rimasto qualcosa di bruciante nei loro cuori, o soltanto
nei loro ricordi. E' la marea sotterranea che improvvisamente
diventa un'onda e non si può più arrestare, quelle passioni che
non temono il susseguirsi delle stagioni e riflettono, forse per
mancanza di termini adeguati, soltanto l'eccitazione della
gioventù. Dato che a Doris Lessing le parole di certo non mancano,
i racconti de Le nonne liberano abbastanza suggestioni per capire
che se c'è un segreto per sopravvivere in una piccolissima stanza
o in una polverosa e inutile base militare dell'India, è nel
coltivare un sogno, un ricordo, la bellezza di un momento, e di
non smettere mai di cercarlo di nuovo. Un premio Nobel
meritatissimo per una scrittrice unica.
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