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Jack London
Mattioli 1885 |
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E' sorprendente notare quanto sia ancora attuale
questa raccolta di articoli che il grande narratore americano
mandò in stampa quasi un secolo fa, esattamente nel 1909: si parla
di capitalismo e di Cina, di guerra e di sviluppo, dell'ambiente e
dei viaggi e sembra che cento anni siano passati invano visto che
nelle nostre novità quotidiane questi argomenti sono la regola e
la prassi. Jack London però non si lascia trascinare dalla
semplice osservazione e propone alcuni spunti precisi che
riguardano l'identità ("In breve, ogni giorno accettavo l'alba e
con essa l'idea che sopra di me c'era ogni bella cosa nobile e
armoniosa, tutto ciò rendeva dignitosa e decente una vita che
valesse la pena di essere vissuta come ricompensa ai travagli e
alle miserie") e la speranza del genere umano in cui professa una
fede indomita: "Questo è il mio orizzonte: attendo con ansi il
tempo in cui l'uomo saprà conquistare un progresso che non sia
solo materiale, il tempo in cui l'uomo agirà guidato da un
incentivo più alto di quello odierno, che è appunto lo stomaco.
Continuo a credere nella bolità e nell'eccellenza dell'uomo. Credo
che la dolcezza spirituale e la generosità sconfiggeranno la
volgare ingordigia dei nostri giorni". Con una piccola appendice
dedicata al dossier che l'FBI gli dedicò, come se credere
nell'umanità fosse, allora come oggi, un reato.
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