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La strada |
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Cormac McCarthy
Einaudi |
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Padre e figlio viaggiano senza sosta in un tempo
indefinito, ma brutale: il mondo č tornato ad un'era primitiva, il
cielo crolla in una pioggia fredda e acida, ogni forma di vita č
solo il residuo di un'era lontana e la sopravvivenza, giorno per
giorno, notte per notte, dipende da una scintilla, da una pistola
scarica e da uno struggente amore filiale. Uno scenario
terrificante dipinto dai gelidi colori di Cormac McCarthy: nessuna
forma di aggregazione sociale, risorse ridotte all'estremo, un
paesaggio ridotto a cenere, polvere, fango, rottami e macerie.
Dentro questo universo raggelante La strada non č altro se
non un crudele diario di viaggio, passo dopo passo, momento dopo
momento, un frammento di vita alla volta che Cormac McCarthy narra
con una voce drammaticamente asciutta, nuda, scarnificata, persino
schematica fino a fare della reiterazione di parole, frasi,
episodi uno stile a parte. Una sorta di mantra che dentro il
ripetersi del ciclo di piccoli, lentissimi e dolorosi gesti
quotidiani svela l'unica fiammella di speranza di tutto il
romanzo, quell'infinito amore di un genitore verso il proprio
figlio che resiste a qualsiasi catastrofe, cannibalismo compreso.
Quell'esile barlume di speranza si staglia lancinante e commovente
sugli orizzonti lividi, grigi, spettrali di una Strada che,
tra polvere e demoni, non porta da nessuna parte. Un capolavoro
assoluto.
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