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Magari fossi un'onda |
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Manuel Rui
La Nuova Frontiera |
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Allevare un suino in casa, con tutto il contorno di
grugniti, puzze e abitudini alimentari, è utopico, nel senso
proprio di non aver luogo, ovunque ma nell'Angola immediatamente
dopo l'indipendenza e nella febbre della rivoluzione è anche
un'idea pericolosamente "borghese" e quindi molto rischiosa.
L'agognata carne però è una fonte inesauribile di problemi:
intanto diventa un cucciolo per Zeca e Ruca, i figli di Diego, che
cominciano ad accurdirlo e gli si affezionano. Poi diventa una
questione per tutto il palazzo perché la sua clandestinità è una
grave infrazione alla teoria e alla prassi rivoluzionaria. Anello
dopo anello, una catena di episodi esilaranti porta al finale
senza concedere una pausa al ritmo trascinante imposto dalla
storia e dalla narrazione di Manuel Rui. Con leggerezza e
tantissima ironia Magari fossi un'onda tocca e rischiara i
drammi di una nazione, dalle imposizioni burocratiche ed
ideologiche alla fatica quotidiana di trovare il cibo, dall'ombra
della guerra finita al timore di quella che può cominciare da un
momento all'altro, dall'ambiguità dei fedeli rivoluzionari alle
privazioni del popolo nel nome del quale tutto avviene e tutto
succede. Perfetto nella rapidità del suo svolgersi, Magari fosse
un'onda non concede alcun spazio a facili moralismi, se non ad una
punta di malinconia finale ed è un piccolo, brillante capolavoro. |
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