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Perché i pesci non affoghino |
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Amy Tan
Feltrinelli |
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In questo bel romanzo, stracolmo di personaggi
femminili, Amy Tan comincia con un trucco piuttosto elementare (è
un fantasma che racconta tutta la storia) ma che è efficace nel
raggiungere un suo scopo preciso perché ad un certo punto dice:
"come lettori siamo disposti a sospendere ogni scetticismo quando
ci immergiamo in un romanzo. Vogliamo credere che il mondo in cui
siamo entrati attraverso i portali dell'immaginazione altrui
esista davvero, vogliamo credere che il protagonista sia, o sia
stato, fra di noi". La compianta Bibi Chen, scomparsa in
circostanze piuttosto misteriose complicate nel suo negozio d'arte
orientale di San Francisco, osserva dal suo nuovo status etereo le
peripezie di un composito gruppo di turisti americano che si perde
in un angolo remoto delle foreste della Birmania. E' piuttosto
relativo che il viaggio sia stato preparato nei minimi dettagli
proprio da lei e che l'avventurosa comitiva si sia ritrovata,
tutta insieme, al suo funerale: Perché i pesci non affoghino
racconta con ironia e anche una sottile patina di paura la
scoperta di mondi ancestrali, di primitive realtà tribali, ma
anche delle assurdità di un regime dispotico e crudele attraverso
il picaresco viaggio degli amici di Bibi Chen. Con molto garbo,
una scrittura florida e al tempo scorrevolissima, Amy Tan incanta
il lettore lungo un'odissea tutta da scoprire.
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