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Per sbarcare il lunario, Bruce Medway, ovvero il
protagonista di Strumenti delle tenebre, si occupa di risolvere
problemi che non sarebbe un grossa novità, ma "in Africa non
c'è niente di facile" e nel groviglio del Benin dove voodoo e
rivoluzioni si sovrappongono come l'alba al tramonto, tutto
diventa una specie di incubo ad occhi aperti. A maggior ragione
per Bruce Medway, il cui ultimo incarico (ed è da qui che parte la
storia di Strumenti delle tenebre) è quello di scoprire dove è
finito un suo connazionale, un inglese dalla personalità ambigua e
dal passato troppo pieno di avventure.
Attorno a questa figura, Strumenti delle tenebre si popola di
un'umanità confusa e contrapposta, quasi un grande coro tragico in
cui spiccano rivoluzionari e diplomatici, affaristi e artisti,
uomini onesti per vocazione e perdenti per necessità. In tutto
ciò, come dice uno di loro, "non c'è alcuna differenza tra qui
e il resto del mondo", ma l'Africa è un posto dove fantasia e
realtà sembrano rincorrersi e per Bruce Medway leggere la mappa
degli eventi in cui è stato precipitato non è faile. Fortuna per
lui che ha imparato il valore delle informazioni, soprattutto sul
fatto che "i morti fanno riflettere tutti su quello che sta
succedendo", ed è proprio davanti ai cadaveri scomposti e
macilenti che Bruce Medway deve trovare la sua strada.
Un romanzo noir dai contorni torbidi e minacciosi. |